Primarie istruzioni per l'Uso

Si vota Domenica 19 Dicembre dalle ore 08:00 alle ore 20:00

Perchè si vota
Domenica 19 Dicembre 2010 si vota per scegliere il Candidato del Centrosinistra alla carica di Presidente della Provincia di Ravenna in vista delle elezioni provinciali della prossima primavera. Chi vota Il 19 Dicembre possono votare tutti i residenti della Provincia di Ravenna che hanno compiuto i 17 anni di età, se cittadini italiani, cittadini dell’Unione Europea oppure cittadini di altri Paesi in possesso di regolare permesso di soggiorno ed iscritti ad uno dei Partiti promotori della primarie.

Come si vota

Domenica 19 Dicembre 2010 si vota dalle 8,00 alle 20,00. Per votare occorre presentarsi al seggio con un documento di identità e la tessera elettorale (per i diciassettenni e i cittadini di altri Paesi è sufficiente il documento d’identità). Per votare occorre dichiarare di essere elettrice/elettore del Centrosinistra, firmando al seggio sull’apposito registro e versare almeno 2 Euro quale contributo alle spese sostenute dalla coalizione. Ogni elettore riceverà una scheda recante i nomi dei quattro candidati: Luisa Babini, Claudio Casadio, Serena Fagnocchi e Valentina Morigi.
Il voto si esprime apponendo un unico segno sul nome del candidato prescelto.



Dove si vota
Ad ogni seggio delle primarie sono associate una o più sezioni elettorali. Controlla sulla tua tessera elettorale a quale sezione elettorale appartieni e ricerca nell’apposito elenco dei seggi a quale luogo di voto è associata la tua sezione elettorale. I diciassettenni votano nel seggio dei/l genitori/e con cui vivono, mentre i cittadini di altri Paesi nel seggio più vicino alla loro via di residenza.
Sicuramente c’è un seggio anche nel tuo Comune e vicino a casa tua!

scarica l'elenco completo dei seggi
http://www.valentinamorigi.org/it/home

Per il bene comune i corrotti restituiscano ciò che hanno rubato



La corruzione minaccia il prestigio e la credibilità delle istituzioni, inquina e distorce gravemente l'economia, sottrae risorse destinate al bene della comunità, corrode il senso civico e la stessa cultura democratica. Per questo motivo vogliono raccogliere un milione e mezzo di cartoline da inviare al Presidente Napolitano per chiedergli di intervenire, nelle forme e nei modi che riterrà più opportuni, affinché il governo e il Parlamento ratifichino quanto prima e diano concreta attuazione ai trattati, alle convenzioni internazionali e alle direttive comunitarie in materia di lotta alla corruzione nonché alle norme, introdotte con la legge Finanziaria del 2007, per la confisca e l'uso sociale dei beni sottratti ai corrotti.

Ulteriori informazioni visitando questo LINK

IL PONTE dicembre 2010

Alcune informazioni sulla politica e le scelte Amministrative del Comune di Casola Valsenio. Dove SEL fa parte della coalizione CENTRO-SINISTRA UNITI PER CASOLA ed è rappresentata sia in Consiglio Comunale che in Giunta.


Quelle porte chiuse

C’è una cosa che in questi giorni mi indigna e non poco, e sono quelle porte chiuse della Camera dei Deputati.
In un Italia sempre più in ginocchio,dal punto di vista dell’economia, delle prospettive per il futuro, della moralità, quelle porte chiuse, sono uno schiaffo in faccia  a quelle centinaia di migliaia di persone che stanno perdendo il posto di lavoro, a quei milioni di lavoratori che ogni giorno che passa vedono restringersi i loro “diritti “ e “ cinesizzarsi” sempre di più il loro rapporto all’interno degli stabilimenti, ai giovani che con uno scatto di orgoglio hanno occupato i monumenti più importanti delle nostre città, per  portare finalmente all’ordine del giorno, il loro futuro ma soprattutto il futuro di un Paese che senza cultura e ricerca non può avere prospettive.
Un urlo di rabbia  mi esce dalla gola.
Come può un Paese in queste condizioni, dove ci sarebbe bisogno da parte di una classe politica  e di un governo degni di questo nome, di mettere in campo tutte le energie  e le intelligenze possibili, per cercare di trovare una via d’uscita da questa crisi che morde sempre più le famiglie, i cittadini, i lavoratori, le persone, con atti legislativi che cerchino di alleviare le difficoltà e di cominciare, al di là della propaganda a contrastare questa crisi, ebbene come può in un momento di così grande difficoltà, una classe politica decidere di chiudere le porte della Camera di Montecitorio per una decina di giorni.

Già come può fare un simile obbrobrio.

Sono mesi che questo Paese nel bene e nel male non viene governato, sono mesi che i cittadini sono lasciati alla deriva, perché le priorità sono altre.

Già prima la villa di Montecarlo che dalla primavera a ottobre ha tenuto banco, poi Ruby e le altre e i “bunga bunga”, ma di atti politici che intervenissero per mitigare gli effetti della crisi nessuno.

E ora ci si trova con questa maggioranza (finiani compresi) che decide di chiudere la Camera per questioni prettamente di “maggioranza” e non ci occupa di niente fino al 14 dicembre, giorno del fatidico voto di fiducia al governo, per evitare di far crescere le tensioni interne alla maggioranza in attesa , ormai non si sa più di cosa, se di un governo di salute pubblica, di unità nazionale, di un governo che vada da Di  Pietro a Fini, ma guidato da un esponente del PDL, fino a udite , udite, un Berlusconi bis, o un governo dove Berlusconi fa il ministro ma decide lui chi fa il Presidente.

Già questi signori decidono che in un momento di simili difficoltà si possono prendere una settimana o più di ferie.
Già forse è meglio andare a fare la settimana bianca o riposarsi,  alle spalle dei cittadini.
Questa  è la  maggioranza di  destra che parla normalmente di flessibilità,  di produttività e di competitività nel confronto del mondo del lavoro, appecorinandosi ai diktat di Confindustria e Marchionni vari, ma poi risulta essere assai poco produttiva nel legiferare e prendere provvedimenti che non siano di stretto interesse personale di Qualcuno.

Certo ora aspettiamo con ansia il 14 dicembre, nel frattempo assistiamo impotenti alle manovre di compravendita di voti dai vari schieramenti, vorrei ricordare solo qualche settimana fa l’On Calearo  eletto nelle liste del PD voluto in quelle liste da Veltroni, è entrato nel Gruppo Misto, per poter votare la fiducia al governo, magari in cambio di un posto da ministro o sottosegretario.
E qui si vede la moralità di molti di questi rappresentanti del popolo.

Spero vivamente che il 14 dicembre crolli tutto questo sistema immorale  che è stato il berlusconismo e che finalmente l’Italia e gli Italiani abbiano uno scatto di orgoglio per tornare a riappropriarsi della politica nella sua forma più alta e per tornare ad essere partecipi nelle scelte del Paese e che sappiano in futuro eleggere dei rappresentanti che abbiano la capacità di non dover più chiudere le porte del “Palazzo”, ma sappiano affrontare i problemi come ogni cittadino è chiamato a fare.

PS. sarebbe giusto che in questa settimana di chiusura della Camera, non venisse pagata  l’indennità, e il  risparmio andasse a incrementare i fondi per la Cultura.

Francesco Rivola
portavoce SEL Valle del Senio

A Bologna eravamo in tanti

A Bologna eravamo in tanti, circa duemila, in un cinema suddivisi equamente in due sale.
Nichi Vendola però era solo in una, nell’altra c’era la proiezione di quello che accadeva nella sala accanto e questo è bastato per riempirla comunque. Ancor prima dei contenuti a stupirti sono le persone che ho di fronte, quelle che si accalcano le une sulle altre per vedere lo schermo. Non è un pubblico posticcio fatto di pullman organizzati dai partiti, sono singoli gruppetti di persone prevalentemente giovani che per una sera invece di andare al pub hanno deciso di ascoltare e di partecipare. Li ho visti arrivare, entrare alla spicciolata e prendere posto, molti sono dovuti anche tornare a casa perché le sale erano già piene mezzora prima che si iniziasse. Le nuove generazioni, come dice spesso Nichi, erano tutte lì ad ascoltarlo creando una sintonia perfetta, un pubblico di studenti, giovani lavoratori, uomini, donne e pensionati. Sono spettacoli rari per la politica ma confermano quello che già avevo potuto notare al congresso nazionale di SEL a Firenze.

Inizia la serata. Dopo i contributi introduttivi di Cathy La Torre (Coordinatrice di SEL Bologna) e di un rappresentante della fabbrica di Nichi è il turno di Amelia Frascaroli, la candidata sindaco appoggiata da SEL per le primarie di gennaio. Una donna seria che utilizza toni pacati senza mancare di determinazione, capace di riportare la politica fuori dal palazzo fino a casa sua nella quale incontra quotidianamente i cittadini e realizza interessanti incontri tematici per la scrittura del programma, creando collegamenti ed iterazioni in tempo reale sulla sua pagina facebook dove vengono postati dei ragionamenti ed ascoltati in diretta i commenti e i contributi dei cittadini via web. Un modo innovativo di porsi e di interfacciarsi con un numero sempre maggiore di persone.

Sono ormai le dieci quando, tra scroscianti applausi, la sala prende vita ed inizia a vibrare, sale in cattedra Nichi Vendola. 

Un discorso a tutto campo, complesso e con molti ragionamenti interessanti. Si parte dai tetti, perché dall’alto si ha una visione diversa di ciò che accade nel paese. Dall’alto dei monumenti, sopra le facoltà dove siedono gli studenti in protesta per ribadire che in tempo di crisi investire in cultura e formazione è indispensabile per evitare di entrare, dopo un Novecento fatto di grandi lotte e conquiste, in un nuovo secolo che è in realtà un ritorno all’Ottocento per quanto riguarda la precarietà della vita e del lavoro. Siamo la generazione “lavoro mai”, abituata al precariato e all’assenza di diritti. La riforma Gelmini rappresenta il colpo al cuore all’istruzione pubblica che avviene in contemporanea ai tagli alla cultura e ai crolli di Pompei. Per ricordarci quanto sia importante la cultura Vendola pone un quesito che ancora mi fa riflettere: che cosa sarebbe stata l’Italia afflitta del dopo guerra senza Vittorio De sica, Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini?
Poi si parla di rifiuti e di meridione, di Napoli, di discariche e di bambini che rischiano quotidianamente intossicazioni per il fetore che si accumula nelle strade. Si parla dell’inceneritore di Acerra costruito su una falda acquifera e che mai potrà funzionare correttamente, si parla di cicli dei rifiuti e di come devono essere fatte le discariche perché non è possibile chiamare con quel nome buchi nel terreno straboccanti di rifiuti e privi di qualsiasi altro impianto di lavorazione. Poi si parla di Bologna città che Nichi definisce depressa, da risollevare, serve aria nuova e una politica che esca dalle logiche di palazzo per tornare ad occupare le piazze, le strade e le case legandosi di nuovo con la gente. Ha detto queste ed altre cose Nichi, le ha dette in un intervento che è durato un ora e mezza e ha utilizzato il suo linguaggio quello che rappresenta la nuova narrazione, l’unica a mio avviso possibile per poter costruire le basi per un alternativa credibile al berlusconismo.
Per concludere, come al solito, ci ha augurato un “buon cammino”.

Gianluca Di Marzio
Circolo SEL Valle Del Senio

MORATORIA SUBITO - Lettera aperta ai Movimenti per l'Acqua

Acqua bene comune. Tre parole che insieme significano politica, nel suo migliore significato.
L’acqua bene primordiale, fonte di vita, valore senza prezzo. Bene comune perché di tutti indistintamente, indisponibile al volere proprietario di chiunque, sia esso Stato o privato.

Abbiamo vissuto strani, terribili anni, in cui è cambiato il significato delle parole, in cui tanto ci hanno raccontato che ogni cosa doveva avere un cartellino di proprietà da farlo sembrare un credo indiscutibile. Tutto è passato di mano, una e più volte, lasciando ogni volta più poveri tutti, tranne i pochi intenti ad arricchirsi.
Abbiamo così perduto il lavoro e la saggezza di intere generazioni, senza che la nostra avesse nemmeno la possibilità di conoscerli e condividerli.

Nessuno di noi sa esattamente quando anche l’acqua ha iniziato a non appartenerci. Qualcuno l’ha scoperto mentre venivano sigillati i tubi della propria casa, altri quando il livello della bolletta è diventato insostenibile.
Ma siamo tornati a pensare all’assurdo di essere privati del dono della pioggia, della ricchezza dei fiumi e delle sorgenti, e anche del valore di quei tubi metallici interrati con cura dai nostri nonni e genitori, promessa di un’Italia migliore.

Con il pensiero è tornato il desiderio di lottare, con lo scopo semplice di rimettere le cose dove dovrebbero stare.

E quindi le firme per la legge di iniziativa popolare, e poi per i referendum, e la manifestazione di questo 4 dicembre, per chiedere che il governo Berlusconi non osi infliggere l’ennesimo colpo alla democrazia, lasciando che le sue pessime leggi agiscano prima che il popolo possa esprimersi con un voto ottenuto da un milione di cittadini.

Sinistra Ecologia Libertà ha percorso questa strada con la naturalezza di chi riconosce il paesaggio della propria identità.
Siamo qui perché non potremmo proprio essere altrove, a batterci con i Comitati e a impegnarci con loro perché in ogni ambito della nostra pubblica amministrazione siano riconosciuti i principi alla base dei referendum.

Vogliamo che la risorsa idrica sia liberata per sempre dall’ingerenza dei privati, che si individuino forme di gestione rispettose del bene comune e non del profitto, che si cancelli il carattere di rilevanza economica, vero mostro etico e giuridico alla base dei guasti del presente.
Siamo partiti dall’acqua, ma camminando abbiamo scoperto che bene comune sono i trasporti, l’energia, la conoscenza. Bene comune oggi più che mai è il lavoro, che si vorrebbe invece sempre più scarso e privato, nella gestione e nella relazione.
Bene comune è la democrazia, se si vuole restituirle l’onore sottrattole da anni di appropriazione indebita berlusconiana.

Noi siamo qui, con l’Italia migliore, per riannodare la speranza capace di accendere il futuro.
Speriamo di essere con voi in questa impresa difficile eppure tanto necessaria.

Giovanni Paglia
Coordinatore regionale SEL E-R